La nostra basilica.

La nostra basilica.
Era ormai necessario darsi una pagina internet.

venerdì 25 marzo 2016

La notte delle notti.


E' la notte nella quale tutto il male del mondo si scatena.
Il male dell'amico che ti tradisce e quello dell'amico che ti rinnega.
Il male della codardia di Pilato e quello del potere di Erode.
Il male di una religione fatta di regole, di sommi sacerdoti infedeli,
burocrati del sacro che hanno a cuore più le cose di Dio
che Dio stesso.
Il male di un popolo massa che cerca di compiacere il potente della terra.
Il male dell'ignoranza e della violenza gratuita.
Il male di chi, avendo la memoria, dimentico del passato, sceglie Barabba.
Il male di chi, pur nella stessa pena, ti deride, si prende gioco di te.
Il male di una folla che si gode lo spettacolo di un'agonia innocente.
Il male di chi ti toglie anche quell'ultimo brandello di dignità
e di ricordo che è il tuo mantello, tessuto tutto d'un pezzo,
probabilmente dalle braccia amorose della Madre.
Il male di chi ti ruba il ricordo e la nostalgia.
Il male di chi uccide, in un uomo, tutta la giovinezza del mondo,
con i suoi sogni, speranze, progetti, incognite, imprevisti, passioni, amori.
Il male di chi ha fretta di andare a festeggiare la Pasqua
e allora tira un colpo di lancia per assicurarsi d'essere libero.
Il male di chi non compie nemmeno quell'ultimo gesto di pietas,
di chi abbandoni il tuo corpo morto alla rapacità della natura,
all'inclemenza del freddo, della pioggia, della polvere.
E' la notte nella quale tutto il male del mondo si scatena.
Si scatena su un uomo, un giovane uomo, che aveva un'unica colpa:
amare sempre, amare tutti, amare anzitutto, amare soprattutto,
amare nonostante tutto e che dice "vi ho dato l'esempio...
amatevi come io vi ho amato".
E nel dolore, esito di tutto il male del mondo, c'è anche il mio e il tuo dolore.
Quell'uomo crocifisso è lo spiraglio dal quale posso scorgere
l'Amore Infinito.
Quell'uomo crocifisso è la firma dell'impotenza di Dio
di fronte alla libertà dell'uomo.
Perché - mi chiedo - quel Gesù di Nazareth ha dovuto sopportare
tutto il male del mondo?
Perché non ha detto quella parola potente che
da Cana a Lazzaro ha cambiato il lamento in gioia?
Ha cambiato il presente donando il futuro
Forse perché, chissà, l'uomo colpito, e a volte affondato,
dal male di vivere potesse non dire a Dio:
"Tu non puoi capirmi".
Ora invece Lui ti capisce perché ha provato tutto il male del mondo.
Ti capisce, lo vive e, nella notte di Pasqua lo risolve alla radice.
"Basta" esclama Gesù,
basta al dolore invincibile,
basta al male vittorioso.
Risolto alla radice con la Sua Resurrezione.

Nessun commento:

Posta un commento