La nostra basilica.

La nostra basilica.
Era ormai necessario darsi una pagina internet.

lunedì 24 marzo 2014

Suggestioni di resurrezione di una città testarda.

Cari amici vi aspetto per questa nuova iniziativa frutto della collaborazione tra l'artista, la parrocchia dei santi Marciano e Nicandro e l'Ufficio Scuola dell'Arcidiocesi. Durante la mostra sarà possibile acquistare litografie numerate e autografate oppure il libro dove viene riproposta la mostra nella sua interezza. Ovviamente il ricavato andrà in beneficenza.


giovedì 26 dicembre 2013



Caro Gesù, come ben sai, ogni anno a natale e a pasqua, preferisco non parlare di Te ma parlare con Te. L'ho sempre fatto con una preghiera. Quest'anno lo faccio invece con una lettera. Ti scrivo come si scrive ad un amico d'altri tempi, con penna e foglietto, e Ti racconto quello che mi è successo stanotte. Come ben sai dormo poco e nella mia insonnia mi sono ricordato che non avevo messo in internet gli avvisi sugli orari delle celebrazioni di questi giorni di festa. Ai tuoi tempi gli avvisi sacri li davano gli angeli o le comete, ora le cose sono un po' cambiate. Ho acceso il computer e su Google ho scritto la parola "NATALE" per cercare immagini da allegare nella pagina facebook della parrocchia. Migliaia di immagini: vecchi grassi con la barba bianca, tovaglie rosse, palle dorate, bibite gasate, cartoni animati, neve, candele accese, vischio... c'era di tutto ma MANCAVI TU. Chiudo deluso e pensieroso e decido di guardare gli sms e gli mms che iniziano a riempire la segreteria del cellulare. Anche li la saga dell'ovvio, auguri impersonali, quasi sempre "i migliori auguri" o "i più sentiti" di sereno natale, di sante feste, di tanta gioia e felicità, di speranza, di salute, auguri di tutto ma MANCAVI TU. Poi sono cominciate le telefonate, ti dirò, caro Gesù, molte di rimprovero. La messa alle 23,15? Come mai così tardi? Siamo nella tenda, fa freddo, uscire a quell'ora che noia, bisogna interrompere la tombolata o la scala quaranta. E come dire agli ospiti del cenone che devono andarsene prima del panettone di mezzanotte? La messa alle 23,15? Troppo presto! A quell'ora stiamo ancora al terzo secondo, mica possiamo ingozzarci per la fretta? E poi si è sempre fatta a mezzanotte. Non si capisce più nulla. E voi preti cambiate tutto e ci fate perdere la fede. Verranno solo quattro gatti. La fede, caro Gesù, adesso è legata non più alla tua nascita, alla tua morte, alla tua resurrezione ma all'orario della messa della notte di Natale. Un messaggio permettimi te lo devo proprio riferire, l'ho letto sulla pagina facebook di un ragazzo, spero Tu, Gesù, capisca il dialetto aquilano, c'era scritto: "MASSERA SE MAGNA". Caro Gesù la tua nascita è diventata una sagra.
Ti ho parlato di internet, di google, di sms, di mms, da facebook, di cellulare, tutte cose che ai tuoi tempi non esistevano, ma Tu, da buon Dio, sarai sicuramente aggiornato, sai di cosa parlo.
Ti scrivo questa lettera e mi fermo a guardare i tuoi occhi, e percepisco all'improvviso come un delicato rimprovero, sento che mi dici: "hai finito di lamentarti di tutto e di tutti?
E' vero, mi sono solo lamentato, ho puntato il mio indice verso gli altri mentre Tu punti i tuoi occhi verso di me e mi chiedi: "Ma tu mi ami almeno un po'? Lascia perdere gli altri, io a te chiedo amore!" Tu, Gesù, l'Onnipotente che ti sei fatto bisogno. Ed io, nonostante tutto, ti rispondo: "Tu sei la mia vita, senza di Te nulla ha senso".

mercoledì 6 novembre 2013

Coloriamo il mondo.


Carissimi amici ed amiche, continua con grande successo il corso di pittura che stiamo facendo nel nostro centro parrocchiale "Kamael". Qui solo una piccola prova della nostra bravura, grazie alla passione della pittrice Lia Garofalo. Gli incontri sono solitamente la domenica pomeriggio dalle 16,00 in poi. Il prossimo incontro sarà invece lunedì 11 novembre, sempre dalle ore 16,00.


domenica 1 settembre 2013

Preoccupati con il papa.


La preoccupazione del papa per la situazione conflittuale del medio oriente (Siria, Egitto, ...) è anche la nostra. Ci troviamo domani, lunedì 2 settembre, alle ore 21,00 presso l'oratorio parrocchiale per la recita del rosario, invocando Maria, regina della pace, affinché parli al cuore dei potenti e di ogni uomo.

mercoledì 24 luglio 2013

Dicono che la vita sia un'opera d'arte...ma l'opera d'arte non è solo il frutto della genialità, dell'estro, dell'unicità e a volte della stravaganza...ma essa ci dice anche tormento, parto, sospensione, ripresa e soprattutto difetto, perchè anche nell'opera d'arte più alta ci sarà sempre un "limite"...

domenica 7 luglio 2013

Nuovi orari.

Vi ricordo che da oggi, e per tutto il mese di luglio e agosto, l'orario della messa festiva sarà alle ore 10,00.

giovedì 4 luglio 2013

Quando ve le dico io certe cose...

grazie alla meditazione o alla filantropia, ma baciando le piaghe di Cristo

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Luglio 3, 2013
Papa Francesco in visita alla parrocchia romana Santi Elisabetta e ZaccariaPapa Francesco, questa mattina nell’omelia alla Messa a Casa Santa Marta, ha detto che per incontrare Dio, un Dio vivo e non sopra le nuvole, occorre baciare le piaghe di Gesù nei nostri fratelli affamati, poveri, malati, carcerati. Non una meditazione, non uno sforzo filantropico, non una mortificazione fine a se stessa. Ma un incontro umano, vero, carnale.
IL DITO NELLA PIAGA. Il pontefice ha parlato dell’episodio in cui Gesù si rivela agli apostoli dopo la Resurrezione, quando non c’è san Tommaso (a lui, ha detto il Papa, ha voluto concedere una settimana in più: «Il Signore sa perché fa le cose. E a ciascuno di noi dà il tempo che lui crede sia meglio per noi»). Ai discepoli Cristo mostra le sue piaghe: «Tutto il suo corpo era pulito, bellissimo, pieno di luce, ma le piaghe c’erano e ci sono ancora» e quando verrà, alla fine dei tempi, «ci farà vedere le sue piaghe». Tommaso, ha proseguito il pontefice, «era un tipo testardo. Ma, il Signore ha voluto proprio un testardo per farci capire una cosa più grande. Tommaso ha visto il Signore, è stato invitato a mettere il suo dito nella piaga dei chiodi; mettere la mano sul fianco e non ha detto: “È vero: il Signore è risorto!”. È andato oltre. Ha detto: “Dio!”. Il primo dei discepoli che fa la confessione della divinità di Cristo, dopo la Resurrezione. E ha adorato».
L’episodio ci mostra «qual era l’intenzione del Signore nel farlo aspettare: prendere anche la sua incredulità per portarla non all’affermazione della Resurrezione, ma all’affermazione della sua divinità». Quindi il «cammino per l’incontro con Gesù-Dio sono le sue piaghe. Non ce n’è un altro».
GNOSTICI E PELAGIANI. Il Papa ha molto insistito sulla carnalità dell’incontro con Cristo. Anche nella Chiesa, a volte, alcuni hanno creduto di poterlo conoscere attraverso la «meditazione». Ma quello è un «cammino pericoloso», ha sottolineato papa Francesco. «Quanti si perdono in quel cammino e non arrivano. Arrivano sì, forse, alla conoscenza di Dio, ma non di Gesù Cristo, Figlio di Dio, seconda Persona della Trinità. A quello non ci arrivano. È il cammino degli gnostici, no? Sono buoni, lavorano, quello, ma non è il cammino giusto. È molto complicato e non ti porta a buon porto».
Altri hanno creduto di poterlo riconoscere solo attraverso la mortificazione, la penitenza, il digiuno. Ma anche quello è un cammino sbagliato, perché si riduce a uno sforzo volontaristico. «Neppure questi sono arrivati al Dio vivo, a Gesù Cristo Dio vivo. Sono i pelagiani, che credono che con il loro sforzo possono arrivare».
ANIMA, MA ANCHE CORPO. Invece, la strada è quella di un rapporto umano. Carnale, anche di sacrifico, ma umano. «Le piaghe di Gesù – ha detto il Pontefice – tu le trovi facendo le opere di misericordia, dando al corpo – al corpo – e anche all’anima, ma al corpo – sottolineo – del tuo fratello piagato, perché ha fame, perché ha sete, perché è nudo, perché è umiliato, perché è schiavo, perché è in carcere, perché è in ospedale. Quelle sono le piaghe di Gesù oggi. E Gesù ci chiede di fare un atto di fede, a Lui, ma tramite queste piaghe».
Per questo non è necessario fare «un corso di aggiornamento» o ridurre l’incontro con Lui a operazioni filantropiche. «Ah, benissimo! – ha chiosato con ironia il Papa -. Facciamo una fondazione per aiutare tutti quelli e facciamo tante cose buone per aiutarli”. Quello è importante, ma se noi rimaniamo su questo piano, saremo soltanto filantropici. Dobbiamo toccare le piaghe di Gesù, dobbiamo carezzare le piaghe di Gesù, dobbiamo curare le piaghe di Gesù con tenerezza, dobbiamo baciare le piaghe di Gesù, e questo letteralmente. Pensiamo, cosa è successo a san Francesco, quando ha abbracciato il lebbroso. Lo stesso che a Tommaso: la sua vita è cambiata!».