Può sembrare un semplice scambio di parole il titolo di questo post. In realtà indica l'orizzonte entro il quale si pongono gli eventi che andremo a vivere nei prossimi giorni.
L'8 dicembre p.v. la nostra comunità avrà di nuovo la sua chiesa, l'arcivescovo Giuseppe Petrocchi infatti consacrerà quella che ora è semplicemente un'aula rendendola segno della presenza di Dio accanto al suo popolo e del popolo accanto al suo Dio. Una nuova chiesa, sorta sulle ceneri di quella danneggiata, e poi completamente demolita, dopo il disastroso terremoto del 6 aprile 2009.
Ora il cantiere è chiamato a spostarsi; non più una nuova chiesa da costruire ma una Chiesa nuova, una Chiesa che, fedele alle intuizioni del Concilio Vaticano II, a quelle del magistero dei pontefici (da san Giovanni XXIII a Francesco, passando per Paolo VI, Giovanni Paolo I e san Giovanni Paolo II) e al magistero, fondamentale anch'esso, dello Spirito Santo attraverso le intuizioni profetiche del popolo di Dio, possa essere sempre più fedele alla sua vocazione di popolo d'alleanza, chiamata a vivere, testimoniare e donare la Vita nuova portata da Cristo.
La chiesa infatti è luogo e simbolo della Chiesa.
Una chiesa fatta solo di mattoni, cemento, ferro, suppellettili e arredi ma assente di credenti non è Chiesa, ma forse museo, per dirla con papa Francesco, o un inutile monumento ai caduti, o, peggio ancora, un inutile ingombro.
Ecco ora la necessità di costruire e costruirsi come Chiesa.
Gesù al capitolo 13 del vangelo di Giovanni dice ai suoi discepoli: "Vi do un comandamento nuovo..." non un nuovo comandamento, un ulteriore precetto, da aggiungersi alle 613 mitzvòt già contenute nella Sacra Scrittura. Ora alla diocesi di L'Aquila e alla nostra comunità, attraverso questa consacrazione, ci dice: "Vi do una Chiesa nuova", non una nuova chiesa da aggiungersi alle leggendarie novantanove della città, ma una Chiesa nuova che diventa, contemporaneamente, dono e lavoro, cantiere di profezia e annuncio della certezza, immutabile, dell'avvenimento di Cristo.
Allora coraggio, al lavoro.